Le scoperte del dr. Hamer

5lb
Ben ritrovati.

 

In questi giorni, attraverso gli organi d’informazione, abbiamo assistito alla denuncia di due episodi di morte in seguito a rifiuto, da parte di due giovani donne, (una 34enne di Rimini e una 18enne di Padova) di sottoporsi a trattamento chemioterapico (FONTI: «Il Secolo XIX» di domenica 04 settembre, pag 10; «Il Corriere della Sera» di sabato 3 settembre).

La responsabilità di questi dolorosi ed infausti eventi viene attribuita al medico tedesco RYKE GEERD HAMER.

In queste righe non prenderemo in esame la figura controversa del dott. Hamer, né la sua storia personale. Parleremo, invece, delle sue straordinarie scoperte, portate alla luce proprio grazie alle sue vicende personali.

 

ALL’ORIGINE DELLE SCOPERTE DEL DOTTOR HAMER

Qualche mese dopo la morte inaspettata di suo figlio, Hamer sviluppò un tumore al testicolo. Essendo stato sempre in buona salute, gli sembrò una strana coincidenza e cominciò a chiedersi se ci fosse qualche correlazione. Cominciò così la sua indagine nel reparto ospedaliero di Oncologia Ginecologica dove lui stesso era ricoverato e lavorava. Iniziò facendo qualche domanda ai pazienti ricoverati nel suo stesso reparto e constatò con grande sorpresa che tutti i pazienti ricoverati avevano subito lo stesso tipo di shock, cioè una secca perdita di una persona cara. Tutti gli uomini che avevano perso inaspettatamente qualcuno, avevano sviluppato un cancro ai testicoli e le donne alle ovaie. L’aspetto che più lo fece riflettere fu che non si trattava mai di un evento «previsto», ma sempre inaspettato, che li aveva colti impreparati, colpiti come un fulmine.

Da meticoloso scienziato, si occupò dei processi di sviluppo biologico degli organismi viventi, verificando come il nostro organismo si sia evoluto in milioni di anni in base alle necessità dell’ambiente e come questi programmi evolutivi siano rimasti inseriti nel nostro sistema: tale processo è osservabile nello sviluppo del feto, infatti i nostri organi si formano proprio seguendo lo stesso ordine evolutivo.

Hamer ha osservato che esiste una fisiologia «normale», che, a prescindere dalla nostra volontà, ci assiste costantemente nelle normali funzioni vitali: la respirazione, il battito cardiaco, la digestione, ecc….

Ha osservato il comportamento dei diversi tessuti, notando che quando questi alterano le loro funzioni o la loro struttura, non lo fanno a caso o per un errore del sistema, ma in base ad una particolare situazione emotiva che l’individuo sta vivendo.

 

LA PARTICOLARE SITUAZIONE EMOTIVA

Questa situazione ha delle specifiche caratteristiche che la contraddistinguono completamente da quello che viene definito stress o psicosomatica, aspetti di cui si occupa una branca della medicina. Il sentito emotivo a cui fa riferimento è un sentito «biologico», nel senso che viene vissuto come lo vivrebbe un animale: con meccanismi di reazione «automatici», frutto di un processo di evoluzione di miliardi di anni.

Questo sentito è finalizzato alla sopravvivenza (BIO-LOGOS = logico per la vita, mentre PSICO-LOGOS = logico per la mente).

La «situazione» di cui stiamo parlando è un evento completamente inaspettato, a cui reagiamo immediatamente, cioè con un meccanismo non mediato dalla mente, un evento a cui non siamo preparati, che ci coglie in contropiede, come un fulmine. 

È questo e solo questo tipo di evento che fa all’istante virare il comportamento dei tessuti da una fisiologia «normale» ad una fisiologia «speciale».

 

EMOZIONI E BIOLOGIA

Hamer ha notato, inoltre, che ad ogni tessuto corrisponde uno specifico tenore emotivo biologico. Capiamo insieme che cosa significa.

Studiando le tac cerebrali dei pazienti, ha osservato che quando un tessuto vira da fisiologia normale a fisiologia speciale in seguito ad un particolare vissuto emotivo (la «situazione» di cui sopra), nel cervello si evidenziano dei segnali particolari in corrispondenza di zone specifiche, in base al tessuto attivato. Ha quindi tracciato delle mappe cerebrali in cui è possibile riconoscere, con una precisione millimetrica, quale tessuto nel corpo stia rispondendo e cosa stia facendo.

Le sue scoperte sono riassunte in cinque «LEGGI», così denominate in quanto sono verificabili 100 volte su 100 (e questo distingue una legge da un’ipotesi!). Tali verifiche sono state effettuate numerose volte (vedi Università di Tubingen e Hidelberg), sempre a porte chiuse. Esistono migliaia di cartelle cliniche accumulate in 30 anni di meticoloso e maniacale studio e verifica.

 

IL SISTEMA ‘SOVRADETERMINATO’

Considerando l’insieme di queste scoperte si delinea un sistema sovradeterminato, ovvero un sistema che attiva un processo simultaneamente su tre livelli:

1° LIVELLO>EMOTIVO: succede qualcosa di inaspettatoshoccante, vissuto in totale solitudine (reale o percepita), a cui non sono preparato. 

N.B.: Ognuno vive uno stesso evento in maniera del tutto soggettiva, in base alla propria personalissima percezione, cosicché solo il tessuto che sta reagendo mi potrà dire quale sia stato il tenore emotivo e non viceversa. Per questo motivo, per es., cogliere in flagrante tradimento il marito o la moglie nel proprio letto, può suscitare svariati sentiti:

  1. «Lei/lui è molto giovane, gli dà quello che io non posso più dargli/le»: sentirsi inadeguato/a;
  2. «Nel nostro letto! A casa nostra!»: territorio (minaccia, invasione, marcare il territorio, rancore nel territorio, ecc.);  
  3. «Sono ammutolito, senza parole…»: spavento improvviso;
  4. L’evento può, paradossalmente, rappresentare la soluzione del “problema“, dando inizio alla fase di riparazione del tessuto coinvolto.   
  5. «Non amo più mio marito da anni, quindi mi fanno solo un favore, perché così si toglie dai piedi»: nessun ‘conflitto’.

Come si può notare, a fare la differenza non è quello che succede, ma come l’evento viene percepito. Cosicché, partendo dal sintomo che la persona manifesterà, sapremo:

  1. Quale tessuto sta reagendo
  2. Quale sia il sentito
  3. Quale sia il relè cerebrale visibile ad un esame diagnostico (TAC)
  4. Quale sia la fase del programma in cui ci si trova (ne parleremo nel prossimo articolo).

Infatti: a seconda del preciso sentito di quell’istante si attiverà uno specifico tessuto che virerà in fisiologia speciale. Per utilizzare una metafora, è come quel tasto di pianoforte che, se premuto, attiva quello e solo quel martelletto, che produrrà quella e solo quella nota.

2° LIVELLO>ORGANICO: l’organo corrispondente che si attiva

3° LIVELLO>CEREBRALE: particolari segni in una zona precisa del cervello, visibili alla tac senza mezzo di contrasto.

La definizione di sistema sovradeterminato fa riferimento al fatto che sia sufficiente conoscere uno dei tre livelli per determinare gli altri due. 

 

LA MALATTIA È UN’ALTRA COSA

Si tratta di un cambio radicale di paradigma, per cui occorre passare da una concezione in cui la «malattia» viene considerata un errore della natura e – di conseguenza – qualcosa da combattere con ogni mezzo, ad una visione in cui quello che fino ad oggi abbiamo definito «malattia», non è altro che un processo logico e sensato, in risposta ad un evento speciale che attiva una fisiologia speciale, di cui Madre Natura ha dotato tutti gli esseri viventi e che ci ha permesso di sopravvivere fino ad oggi, grazie a sofisticatissimi programmi, frutto di milioni di anni di evoluzione.

Vi propongo un’immagine che estrapolo dalla rivista «5 LB Magazine», di cui si occupano i miei colleghi dott.ssa Eleonora Meloni e Mauro Sartorio che, a mio avviso, rende molto bene l’idea di cosa si provi nel momento in cui si viene a conoscenza di queste nozioni:

dante e virgilio

Dante e Virgilio

Come Dante, nella Divina Commedia, si trova, ad un certo punto della sua vita, a sentirsi perso («sono malato») e decide di intraprendere un viaggio che comincia con la sua discesa agli inferi. Sceglie di farsi accompagnare da una guida, Virgilio (il terapeuta). Per passare dall’Inferno al Purgatorio, deve scendere fino al centro della terra, dove si trova Lucifero. In quel punto, Virgilio lo sostiene prendendolo in braccio e facendogli fare una rotazione di 180° a testa in giù. È l’unico modo per passare.

 

Conoscere le 5 Leggi Biologiche non vuol dire applicare nessuna terapia.

Come conoscere la legge di gravità non insegna a volare, così le 5 Leggi Biologiche non insegnano a guarire.

Si tratta di una mappa precisissima e preziosa per interpretare ciò che in un preciso momento avviene nel corpo.

Come procedere è una nostra scelta.

 
Per oggi ci fermiamo qui.
A  prestissimo.
 

Dott.ssa Marzia Biancardi