Le scoperte del dr. Hamer

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Ben ritrovati.

 

In questi giorni, attraverso gli organi d’informazione, abbiamo assistito alla denuncia di due episodi di morte in seguito a rifiuto, da parte di due giovani donne, (una 34enne di Rimini e una 18enne di Padova) di sottoporsi a trattamento chemioterapico (FONTI: «Il Secolo XIX» di domenica 04 settembre, pag 10; «Il Corriere della Sera» di sabato 3 settembre).

La responsabilità di questi dolorosi ed infausti eventi viene attribuita al medico tedesco RYKE GEERD HAMER.

In queste righe non prenderemo in esame la figura controversa del dott. Hamer, né la sua storia personale. Parleremo, invece, delle sue straordinarie scoperte, portate alla luce proprio grazie alle sue vicende personali.

 

ALL’ORIGINE DELLE SCOPERTE DEL DOTTOR HAMER

Qualche mese dopo la morte inaspettata di suo figlio, Hamer sviluppò un tumore al testicolo. Essendo stato sempre in buona salute, gli sembrò una strana coincidenza e cominciò a chiedersi se ci fosse qualche correlazione. Cominciò così la sua indagine nel reparto ospedaliero di Oncologia Ginecologica dove lui stesso era ricoverato e lavorava. Iniziò facendo qualche domanda ai pazienti ricoverati nel suo stesso reparto e constatò con grande sorpresa che tutti i pazienti ricoverati avevano subito lo stesso tipo di shock, cioè una secca perdita di una persona cara. Tutti gli uomini che avevano perso inaspettatamente qualcuno, avevano sviluppato un cancro ai testicoli e le donne alle ovaie. L’aspetto che più lo fece riflettere fu che non si trattava mai di un evento «previsto», ma sempre inaspettato, che li aveva colti impreparati, colpiti come un fulmine.

Da meticoloso scienziato, si occupò dei processi di sviluppo biologico degli organismi viventi, verificando come il nostro organismo si sia evoluto in milioni di anni in base alle necessità dell’ambiente e come questi programmi evolutivi siano rimasti inseriti nel nostro sistema: tale processo è osservabile nello sviluppo del feto, infatti i nostri organi si formano proprio seguendo lo stesso ordine evolutivo.

Hamer ha osservato che esiste una fisiologia «normale», che, a prescindere dalla nostra volontà, ci assiste costantemente nelle normali funzioni vitali: la respirazione, il battito cardiaco, la digestione, ecc….

Ha osservato il comportamento dei diversi tessuti, notando che quando questi alterano le loro funzioni o la loro struttura, non lo fanno a caso o per un errore del sistema, ma in base ad una particolare situazione emotiva che l’individuo sta vivendo.

 

LA PARTICOLARE SITUAZIONE EMOTIVA

Questa situazione ha delle specifiche caratteristiche che la contraddistinguono completamente da quello che viene definito stress o psicosomatica, aspetti di cui si occupa una branca della medicina. Il sentito emotivo a cui fa riferimento è un sentito «biologico», nel senso che viene vissuto come lo vivrebbe un animale: con meccanismi di reazione «automatici», frutto di un processo di evoluzione di miliardi di anni.

Questo sentito è finalizzato alla sopravvivenza (BIO-LOGOS = logico per la vita, mentre PSICO-LOGOS = logico per la mente).

La «situazione» di cui stiamo parlando è un evento completamente inaspettato, a cui reagiamo immediatamente, cioè con un meccanismo non mediato dalla mente, un evento a cui non siamo preparati, che ci coglie in contropiede, come un fulmine. 

È questo e solo questo tipo di evento che fa all’istante virare il comportamento dei tessuti da una fisiologia «normale» ad una fisiologia «speciale».

 

EMOZIONI E BIOLOGIA

Hamer ha notato, inoltre, che ad ogni tessuto corrisponde uno specifico tenore emotivo biologico. Capiamo insieme che cosa significa.

Studiando le tac cerebrali dei pazienti, ha osservato che quando un tessuto vira da fisiologia normale a fisiologia speciale in seguito ad un particolare vissuto emotivo (la «situazione» di cui sopra), nel cervello si evidenziano dei segnali particolari in corrispondenza di zone specifiche, in base al tessuto attivato. Ha quindi tracciato delle mappe cerebrali in cui è possibile riconoscere, con una precisione millimetrica, quale tessuto nel corpo stia rispondendo e cosa stia facendo.

Le sue scoperte sono riassunte in cinque «LEGGI», così denominate in quanto sono verificabili 100 volte su 100 (e questo distingue una legge da un’ipotesi!). Tali verifiche sono state effettuate numerose volte (vedi Università di Tubingen e Hidelberg), sempre a porte chiuse. Esistono migliaia di cartelle cliniche accumulate in 30 anni di meticoloso e maniacale studio e verifica.

 

IL SISTEMA ‘SOVRADETERMINATO’

Considerando l’insieme di queste scoperte si delinea un sistema sovradeterminato, ovvero un sistema che attiva un processo simultaneamente su tre livelli:

1° LIVELLO>EMOTIVO: succede qualcosa di inaspettatoshoccante, vissuto in totale solitudine (reale o percepita), a cui non sono preparato. 

N.B.: Ognuno vive uno stesso evento in maniera del tutto soggettiva, in base alla propria personalissima percezione, cosicché solo il tessuto che sta reagendo mi potrà dire quale sia stato il tenore emotivo e non viceversa. Per questo motivo, per es., cogliere in flagrante tradimento il marito o la moglie nel proprio letto, può suscitare svariati sentiti:

  1. «Lei/lui è molto giovane, gli dà quello che io non posso più dargli/le»: sentirsi inadeguato/a;
  2. «Nel nostro letto! A casa nostra!»: territorio (minaccia, invasione, marcare il territorio, rancore nel territorio, ecc.);  
  3. «Sono ammutolito, senza parole…»: spavento improvviso;
  4. L’evento può, paradossalmente, rappresentare la soluzione del “problema“, dando inizio alla fase di riparazione del tessuto coinvolto.   
  5. «Non amo più mio marito da anni, quindi mi fanno solo un favore, perché così si toglie dai piedi»: nessun ‘conflitto’.

Come si può notare, a fare la differenza non è quello che succede, ma come l’evento viene percepito. Cosicché, partendo dal sintomo che la persona manifesterà, sapremo:

  1. Quale tessuto sta reagendo
  2. Quale sia il sentito
  3. Quale sia il relè cerebrale visibile ad un esame diagnostico (TAC)
  4. Quale sia la fase del programma in cui ci si trova (ne parleremo nel prossimo articolo).

Infatti: a seconda del preciso sentito di quell’istante si attiverà uno specifico tessuto che virerà in fisiologia speciale. Per utilizzare una metafora, è come quel tasto di pianoforte che, se premuto, attiva quello e solo quel martelletto, che produrrà quella e solo quella nota.

2° LIVELLO>ORGANICO: l’organo corrispondente che si attiva

3° LIVELLO>CEREBRALE: particolari segni in una zona precisa del cervello, visibili alla tac senza mezzo di contrasto.

La definizione di sistema sovradeterminato fa riferimento al fatto che sia sufficiente conoscere uno dei tre livelli per determinare gli altri due. 

 

LA MALATTIA È UN’ALTRA COSA

Si tratta di un cambio radicale di paradigma, per cui occorre passare da una concezione in cui la «malattia» viene considerata un errore della natura e – di conseguenza – qualcosa da combattere con ogni mezzo, ad una visione in cui quello che fino ad oggi abbiamo definito «malattia», non è altro che un processo logico e sensato, in risposta ad un evento speciale che attiva una fisiologia speciale, di cui Madre Natura ha dotato tutti gli esseri viventi e che ci ha permesso di sopravvivere fino ad oggi, grazie a sofisticatissimi programmi, frutto di milioni di anni di evoluzione.

Vi propongo un’immagine che estrapolo dalla rivista «5 LB Magazine», di cui si occupano i miei colleghi dott.ssa Eleonora Meloni e Mauro Sartorio che, a mio avviso, rende molto bene l’idea di cosa si provi nel momento in cui si viene a conoscenza di queste nozioni:

dante e virgilio

Dante e Virgilio

Come Dante, nella Divina Commedia, si trova, ad un certo punto della sua vita, a sentirsi perso («sono malato») e decide di intraprendere un viaggio che comincia con la sua discesa agli inferi. Sceglie di farsi accompagnare da una guida, Virgilio (il terapeuta). Per passare dall’Inferno al Purgatorio, deve scendere fino al centro della terra, dove si trova Lucifero. In quel punto, Virgilio lo sostiene prendendolo in braccio e facendogli fare una rotazione di 180° a testa in giù. È l’unico modo per passare.

 

Conoscere le 5 Leggi Biologiche non vuol dire applicare nessuna terapia.

Come conoscere la legge di gravità non insegna a volare, così le 5 Leggi Biologiche non insegnano a guarire.

Si tratta di una mappa precisissima e preziosa per interpretare ciò che in un preciso momento avviene nel corpo.

Come procedere è una nostra scelta.

 
Per oggi ci fermiamo qui.
A  prestissimo.
 

Dott.ssa Marzia Biancardi

  

Una serata dedicata alla meditazione

meditazione prova gratuita

Siete già stressati per il rientro al lavoro e la fine imminente delle vacanze scolastiche? Oppure avete lavorato tutta l’estate e non vedete l’ora di rallentare i ritmi e riprendere il fiato?
Non vi preoccupate, perché la prima novità di settembre è pensata apposta per voi!

…migliore conoscenza di sé e gestione delle emozioni
…maggiore resistenza allo stress emotivo e al dolore fisico
…maggiore capacità di concentrazione
…aumento delle difese immunitarie e della percezione del benessere
…migliore qualità del sonno

Ormai gli effetti benefici della meditazione sulla psiche e sul fisico sono noti, ma quanti di voi li hanno già sperimentati? Se siete curiosi di capire, nel concreto, che cosa voglia dire meditare, lasciatevi condurre da Cristina Galliadi e, semplicemente, sperimentate!

QUANDO? Mercoledì 21 settembre, dalle 19.30 alle 20.30, vi aspettiamo per un INCONTRO DI PROVA GRATUITO.
DOVE? Presso lo studio della dott.ssa Sabrina Cassottana, in Piazza Roma 54/2, Chiavari.
ATTENZIONE: Posti limitati (max 10 persone), prenotazione richiesta ai numeri 329.6058343 o 339.5258835.

Voi regalatevi un’ora di tempo, la meditazione ve la regaliamo noi!

Novità dietro l’angolo

Che cosa vuoi veramente?

SETTEMBRE, il mese in cui tutto riparte dopo la pausa estiva: ricomincia la scuola, riprende il lavoro, si torna in palestra, si cercano nuovi corsi formativi o hobby da seguire…

A poco a poco, vi proporrò le tante novità ‘seminate’ nei mesi passati, ormai pronte a germogliare. 
Ci saranno proposte per tutti i gusti, nuove collaborazioni e attività che finalmente escono dal cassetto dei sogni per diventare possibilità concrete.

Nel frattempo vi invito a pensare agli obiettivi o propositi che sentite più importanti in questo momento..
..imparare a ‘staccare’ e svuotare la mente dai troppi pensieri? ..vincere la timidezza e tirare fuori un po’ di grinta? ..comprendere come siete vincolati dai familiari o dalle persone che vi circondano? ..trovare una chiave di lettura che dia significato a problemi di salute? ..fare qualcosa di buono per voi stessi e per gli altri? ..instaurare nuove amicizie basate su rispetto e condivisione profonda?

Questi sono solo alcuni degli obiettivi che stanno alla base delle proposte che prenderanno forma nelle prossime settimane..
Spero di avervi incuriositi abbastanza!

Diario di una Maestra – “Ricominciare”

ritorno a scuola

PRONTI, PARTENZA, VIA!

Tra poco ricomincerà la scuola.

A me piace molto il verbo ricominciare, mi trasmette carica e stimoli.

Sento già odore di scuola nell’aria, mi succede da quando vi entravo da alunna. Odore di pastelli a cera, di libri nuovi, di matite colorate..

Rientrare il 1° settembre è sempre emozionante: è come tornare a casa dopo un lungo viaggio. A poco a poco echeggiano voci, saluti, passi sul pavimento.. Insomma, si ricomincia! E non è mai come l’anno precedente: si ritrovano colleghe/i, ne arrivano di nuove/i, cambi classe, cambi plesso. Tutto nuovo e stimolante.

Nel mio caso poi lo è ancora di più in quanto ho la fortuna di lavorare con bambini speciali. Non vedi l’ora di rivederli, di trovarli cresciuti, rilassati, ancora profumati d’estate, con il loro zaino nuovo sulle spalle. Quando hanno spiccato il grande volo verso la scuola secondaria di primo grado, pensi subito a loro, entri in classe, li “cerchi” nel loro banco e subito avverti un vuoto.. Ma poi sorridi, chiudi gli occhi e li senti nel cuore, dentro di te.

Sei un po’ tesa ed emozionata di conoscere i tuoi nuovi alunni. Come loro, anche tu ti prepari a ricominciare: riordini i libri, un’agenda nuova, riempi l’astuccio, rinnovi i tuoi spazi, sposti mobili, cambi le decorazioni, fai spazio alle novità. Ogni anno è diverso, ogni classe è diversa, ogni bimbo è diverso, ogni anno che passa anche tu sei diversa: hai imparato tante cose. L’insegnamento è uno scambio reciproco, sempre.

 

5 trucchi di una maestra per ripartire alla grande

Colleghe/i, siete pronti a ricominciare? Io sì e voglio farlo con un piccolo conto alla rovescia, associando ad ogni cifra un piccolo consiglio.

  1. Dedica del tempo al nuovo: scegli un’agenda, compra nuove penne (colorate possibilmente), tira fuori la tua borsa di scuola, fai scorta di adesivi simpatici (io utilizzo gli smiles)
  2. Chiedi ai tuoi bambini come stanno e come hanno trascorso le vacanze (non se hanno finito i compiti!)
  3. Ricordati sempre di essere grata/o per la fortuna che hai a fare questo lavoro
  4. Emozionati sempre
  5. Indossa ogni giorno il più bel sorriso che hai

 

Pensando ai bimbi e ai genitori…

Non mi sono dimenticata dei protagonisti principali, i bambini. Sicuramente riprendere i ritmi, alzarsi presto, ascoltare le lezioni, fare i compiti, non sarà semplice ed automatico. Ma sappiate che le maestre vi aspettano a braccia aperte, che ogni anno che passa siete un po’ più grandi, le vostre conoscenze e le vostre curiosità aumentano, insieme a noi. La scuola è un po’ come una seconda casa, dove non solo si impara, ma si condividono momenti, esperienze, emozioni.

E a voi genitori mi sento di dare un unico, ma a mio avviso fondamentale consiglio: ogni giorno chiedete ai vostri figli come stanno, com’è andata la giornata e magari, perché no, di che colore si sentono!

BUON ANNO SCOLASTICO A TUTTI!!!

Maestra Chiara – Scuola Primaria

Come costruiamo la nostra realtà: la percezione.

percepire la realtà

A chi è rivolto questo spazio? A chiunque, operatore e non, sia interessato a conoscere le dinamiche di funzionamento in base alle quali ci costruiamo costantemente, consapevoli  o meno, la realtà che poi subiamo.

Questo tipo di informazione ha un duplice vantaggio:

  1. permette di riconoscere gli automatismi, cioè quelle risposte automatiche che intervengono in determinate situazioni, che non sono mediate dalla mente, e attivano uno speciale programma biologico sensato, in risposta ad una percezione biologica viscerale (approfondiremo l’argomento quando tratteremo di 5 leggi biologiche);
  2. poter intervenire, sentendo di poter fare qualcosa di diverso, in modo da rendere la “realtà” che mi circonda un po’ più funzionale a quella che è la mia profonda natura.

Quindi parliamo di percezione.

miriadeSe dovessi chiedermi: «Chi sono?»

…potrei rispondere: «io sono l’effetto/il risultato finale della mia storia personale; tutto quello di cui ho fatto esperienza da quando sono stato concepito (almeno per quanto ne sappiamo di questa nostra dimensione), fino ad oggi».

Immaginiamo quindi la miriade infinita di esperienze/informazioni che mi compongono e che racchiudo in me (contenitore)!

 

Se adesso volessi rispondere alla domanda di cui sopra:

..ma IO CHI SONO?

Come posso fare? Per farlo ho bisogno di selezionare, estrapolare da questa miriade di dati/memorie, alcuni elementi che mi consentano di costruire un racconto coerente con quello che sto vivendo.

Le memorie selezionate sono assolutamente vere ..quindi il racconto costruito su di esse, è assolutamente vero.

Mi dimentico solo di un particolare, non proprio irrilevante… si tratta di una serie di elementi che io ho selezionato e che sono parziali.

burattino burattinaio

Cominciamo quindi a sentire che:

io sono il Burattinaio e contemporaneamente il burattino

Identità – in base alle memorie selezionate costruirò il racconto di chi sono e in base a questo mi muoverò nella relazione con:

    • me stesso
    • gli altri
    • il mondo

…quindi immaginate quanti infiniti racconti io posso costruire: tanti quanti sono le mie infinite memorie. Posso scegliere quelle che voglio…

Ed ecco che, in base a quelle che sceglierò di portare in primo piano, io costruirò il racconto di chi sono. E sarà questo racconto che rappresenterà la mia identità.

Io mi muovo nel mondo in base a quello che penso di essere.

Si chiamano identificazioni: questa dinamica di funzionamento è assolutamente necessaria e funzionale per la sopravvivenza. Ci permette, infatti, di selezionare in automatico le risposte necessarie a quello che ci circonda, per es.: una volta imparato a guidare (quindi dopo averne fatto esperienza) non dovrò ogni volta che salgo in macchina ripartire da zero, come se fosse la prima volta. Sarà sufficiente pensare alla parola ‘guidare’ e subito il file si aprirà, fornendomi tutti gli automatismi necessari per mettermi in condizioni di farlo.

Il programma con il titolo ‘guida’ è talmente sofisticato che posso farlo anche mentre la mia mente fa altro, quindi capita di ritrovarmi a destinazione senza neanche accorgermi di come ho fatto ad arrivarci, preso com’ero dai miei pensieri.

Un miracolo… eppure accade continuamente, solo che non ce ne rendiamo conto. Ed è proprio questo il punto: non ce ne rendiamo conto. Questo ci fornisce una importante informazione: in quel momento, mentre stavo guidando, la mia attenzione non era rivolta fuori,bensì dentro.

Si dice che ero «in trance», nel senso che non ero presente qui e ora, e si definisce «stato alterato di coscienza».

Potremmo paragonare la nostra identità ad un costume di scena: se mi rendo conto che è solo un costume di scena, posso cambiarlo a seconda delle circostanze e indossarne uno più adatto a quella situazione. Per es.: se mi accorgo che sto camminando su un sentiero di montagna con pinne e muta da sub, facendo una gran fatica, potrò scegliere di togliermi quello che non mi serve, anzi, mi ostacola, mi danneggia o mi impedisce, per sostituirlo con indumenti più adatti.

Il problema si pone quando io sento la fatica, il dolore, la rabbia e non mi accorgo che quelle sono emozioni legate all’identità/costume di scena che sto indossando.

Vi lascio con una frase che rispecchia un po’ il contenuto di questo articolo che approfondiremo in una serie di appuntamenti scritti e, in base alle richieste, anche orali.

Noi non vediamo le cose come sono…

…le vediamo come siamo.

Per oggi ci fermiamo qui…

Un abbraccio a tutti

Alla prossima volta

Dott.ssa Marzia Biancardi – Farmacista, Consulente 5 Leggi Biologiche, Counselor Strategico

La promozione di AGOSTO contro il “Mal d’Estate”

promo agosto

Gira il tuo viso verso il sole e le ombre cadranno dietro di te.
(Proverbio Maori)

Per molti, l’estate è l’agognato momento di stacco dagli stress e dagli impegni lavorativi, ma un numero sempre crescente di persone si trova invece a combattere contro stati depressivi, apatia, conseguente aumento di peso, isolamento sociale e ansia per l’incapacità/difficoltà di programmare il tempo libero. Un vero e proprio ‘malanno di stagione’, che comporta il 12% di depressioni in più rispetto al resto dell’anno: il cosiddetto “Mal d’Estate”.

Per evitare che tali stati di malessere mettano radici profonde, è consigliabile non assecondare l’istinto di isolarsi e chiudersi in se stessi, rivolgendosi, invece, ad un professionista per comprendere le cause di tale disturbo e poterselo finalmente lasciare alle spalle.

Per tale motivo, per tutto il mese di agosto, i nuovi pazienti potranno disporre di un primo colloquio conoscitivo gratuito della durata di circa mezz’ora e, inoltre, di sedute settimanali a tariffa ridotta per l’intera durata del percorso terapeutico.

Gli eventi di AGOSTO

il cerchio di risonanza

Il Cerchio di Risonanza

L’estate è il momento giusto per alleggerirsi dai problemi, spogliandosi di vecchi pensieri e abitudini, in favore di ‘costumi mentali’ più colorati, allegri e piacevoli.

Come fare? La risposta la troverete al Cerchio di Risonanza! Un’ora a settimana di condivisione piacevole ed informale, con una sola regola aurea: vietato lamentarsi! Per i liguri doc, che il mugugno ce l’hanno nel sangue, può essere una bella sfida, ma con l’abitudine i risultati sono molto più che apprezzabili. Insieme impareremo a prestare attenzione alle piccole e grandi cose positive che ci riempiono le giornate passando inosservate ed alimenteremo il “Barattolo della Felicità”, un vero e proprio salvadanaio-memoria dei ricordi più belli di ciascun partecipante.

L’appuntamento: ogni giovedì sera, dalle 21.30 alle 22.30, ritrovo presso la c.d. Piazzetta dei Pescatori di Chiavari (Piazza Gagliardo). In caso di maltempo l’evento si tiene nello studio di Piazza Roma 54/2. – SOLO SU PRENOTAZIONE.

Il costo: la quota simbolica di 5 euro viene interamente devoluta in beneficenza a cani e gatti randagi.

Mini Corsi 5 LEGGI BIOLOGICHE

Conoscete le 5 Leggi Biologiche e vorreste saperne di più in merito ad uno specifico apparato? Vi domandate, per esempio, perché continuate ad avere disturbi digestivi, dolorini e doloretti vari o problemi cutanei?

Richiedete un approfondimento sull’argomento che più vi interessa!

La dott.ssa Marzia Biancardi, farmacista e consulente 5 Leggi Biologiche, condurrà tre Mini-Corsi Tematici, della durata di 2 ore (in date e orari da concordare con gli interessati), sulla base dei temi maggiormente richiesti.

Per info e prenotazioni: sabrinacassottana@hotmail.it, oppure commentate questo post e condividete!

5 step contro gli incubi e le paure dei bimbi

incubi paura

“Mamma, mamma, ho fatto un brutto sogno!”.

Quante notti di sonno tranquillo vengono interrotte in questo modo?

Ecco un metodo semplice ed efficace per accogliere e gestire gli incubi e le paure dei bambini e farli sentire coccolati e protetti.

 

Il pensiero magico

Durante i primi 7 anni di vita i ragionamenti infantili procedono sulla base del cosiddetto ‘pensiero magico’, cioè quella modalità di pensiero, tipica dei bambini, che si contrappone al pensiero logico degli adulti e che è caratterizzata, in primis, dall’attribuire volontà e sentimenti anche a cose inanimate e animali (es.: “il sole è andato via perché l’hai fatto arrabbiare, ma se gli chiedi scusa vedrai che torna”) e dall’incapacità di distinguere appieno i propri pensieri e sentimenti da quelli altrui.

Queste particolarità permettono ai bimbi di difendersi dalla paura dell’ignoto anche compiendo azioni mentali, ripetendo frasi che per loro diventano vere e proprie formule magiche e costruendo dei rituali che apparirebbero totalmente sconclusionati e senza senso se analizzati con il pensiero logico dell’adulto. Le fiabe sono, difatti, permeate di incantesimi e magie che hanno proprio la funzione di veicolare informazioni metaforiche su come affrontare il mondo, le sue difficoltà e le paure che esse comportano. Ecco perché sono tanto importanti per i bambini.

 

Rituale anti-paura in 5 step

Cosa fare, però, quando i bimbi si svegliano in preda agli incubi o ci rivelano una loro paura? Non tutti nasciamo fantasiosi ideatori di fiabe popolate da draghi, principesse e valorosi guerrieri, ma, per fortuna, possiamo sfruttare il caratteristico pensiero dei bambini per acquisire una simbolica bacchetta magica che ci permetta di risolvere il problema.

1. Preparare alla magia: prima di tutto, il bambino deve capire che sta per succedere qualcosa di straordinario, che esula dal solito tran tran quotidiano pieno di fantasmi e paure. Potete, per esempio, ricorrere ad un tono molto serio e solenne, tirare un sospiro teatrale ed ammettere: «È giunto il momento.. è ora che tu conosca la magia anti-paura che mi ha insegnato la mia mamma/il mio papà quando avevo la tua età..». Non fatevi scoraggiare da eventuali sguardi che sembrano significare «Ecco, la mamma/papà è fuori di testa» e cercate di divertirvi con il vostro piccolo pubblico.

2. Definire il ‘setting’: per far comprendere al bambino l’ingresso metaforico nel mondo magico, scegliete un oggetto simbolico che possa essere facilmente associato al momento della magia. Le possibilità si sprecano e l’unico limite è la fantasia: indossare un ciondolo speciale spiegando che viene trasmesso in segreto di generazione in generazione; creare un antro magico con un telo colorato; accendere una candela recitando una formula o una preghiera sottovoce; tracciare solennemente con la mano un cerchio per terra ed invitare il bimbo ad entrare.. A questo punto, chiedete di raccontarvi il brutto sogno o la paura ed ascoltate in silenzio e con rispetto.

3. Dare forma a ciò che spaventa: fate disegnare su un foglio la scena, aiutando solo in caso di necessità, spiegando al bambino che in questo modo potrà intrappolare sulla carta il mostro o la minaccia che rappresenta (il potere di far male, divorare, spaventare, ecc.).

4. Distruggere e vincere la paura: una volta completato il disegno, incoraggiate il bimbo a ridurre il foglio in tanti piccoli pezzettini, per scaricare la rabbia e la frustrazione e sentirsi più forte di ciò che lo spaventa. Volendo, potete poi bruciare solennemente il tutto e disperdere la cenere per rafforzare l’immagine mentale: il ‘mostro’ non esiste più, nemmeno un pezzo!

5. Chiudere il rituale: ultima fase da non tralasciare, perché trasmette la sensazione di aver chiuso definitivamente la ‘questione-mostro’. Anche in questo caso, le possibilità sono infinite: una breve frase in rima da recitare insieme ad occhi chiusi; prendersi per mano e compiere tre giri su se stessi; recitare una preghiera oppure una formula di ringraziamento per la magia di protezione appena fatta.. Non dimenticate di rassicurare il bambino dicendo che, se anche la paura o l’incubo dovessero ripresentarsi, sarebbero lì a ricordargli che li ha già affrontati e battuti, ad onorare la sua forza e il suo coraggio.

 

Se avete altre “ricette” anti-paura sperimentate sul campo, condividetele con un commento!

 

Dott.ssa Sabrina Cassottana – PSICOLOGA